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INTERNET: STUDENTI NAPOLI, AIUTO! SIAMO WEB-INTOSSICATI

ANSA
AL LAVORO PROFESSORI E PSICOLOGI
   (di Adele Lapertosa)
   (ANSA) - ROMA, 3 GIU - In media trascorrono su internet dalle
15 alle 23 ore ogni settimana, e spesso fanno fatica a
staccarsene, tanto da avere problemi a conciliare il computer
con gli impegni scolastici. Per questo alcuni studenti di un
liceo napoletano, il G. Mercalli, hanno chiesto aiuto ai loro
professori, che a loro volta hanno coinvolto l’unita’ operativa
di salute mentale dell’asl 1 di Napoli, dando cosi’ vita al
progetto ‘Il battello ebbro’, un protocollo di ricerca e
intervento sulla prevenzione dei rischi della dipendenza da
internet.
   ”L’iniziativa e’ nata su richiesta dei ragazzi - spiega
Bruno Sanseverino, psichiatra e uno dei responsabili del
progetto - che all’inizio dell’anno hanno riscontrato una caduta
delle loro prestazioni scolastiche perche’ non riuscivano a
gestire correttamente il tempo trascorso su internet. Molti
infatti non riuscivano a interrompere il collegamento, perdendo
la percezione del tempo”.
   Cosi’, da gennaio a giugno, psichiatri e psicologi hanno
lavorato su piu’ fronti, raccogliendo prima le segnalazioni
degli studenti di due classi, e sottoponendo loro un test per
verificare il grado di dipendenza. Dopo di che sono stati
sottoposti a studenti e insegnanti protocolli esperienziali per
fargli sviluppare regole per una corretta navigazione. ”E i
ragazzi stessi - aggiunge Claudio Petrella, direttore dell’u.o.
di salute mentale dell’Asl - hanno realizzato anche dei video in
cui spiegano quali sono i rischi della dipendenza da internet.
Alcuni di loro verranno inoltre coinvolti nel progetto per
parlare ai loro coetanei, nelle classi delle scuole che
prenderanno parte al progetto l’anno prossimo”.
   La partecipazione degli studenti e’ stata molto alta. ”E
senz’altro e’ aumentata la loro consapevolezza del problema -
prosegue Sanseverino - Del resto la dipendenza da internet e’ un
fenomeno in crescita. Nel nostro Paese gli adolescenti con una
patologia di questo tipo in forma grave sono il 3,5%, e circa il
93% usa internet.
   In Giappone il fenomeno e’ ancora piu’ grave, visto che 1
milione circa di ragazzi soffre di hikikomori, una forma di
totale isolamento dalla vita sociale, in cui non si va a scuola
o al lavoro, proprio per internet”. I fenomeni che devono
mettere in allarme su una possibile dipendenza sono: l’uso del
web per gestire i propri stati emotivi negativi, la svalutazione
della propria vita reale, il nascondere quanto tempo si
trascorre in rete, la tendenza ad alterare la propria identita’
virtuale comportandosi diversamente, la perdita della percezione
del tempo, sintomi di astinenza, difficolta’ a gestire studio e
lavoro.(ANSA).