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Ratzinger e i Mondiali

(ANSA) - CITTA’ DEL VATICANO, 16 GIU - Tutt’altro che
disinteressato al calcio, come spesso lo si dipinge, Joseph
Ratzinger, quando non era ancora Papa, scrisse addirittura un
libro dedicato a questo sport, esaltandolo come una disciplina
educativa che insegna una liberta’ congiunta alle regole, un
rapporto corretto tra singolo e gruppo, ”uno scontro pulito”.
    Addirittura ”una sorta di tentativo di tornare in
Paradiso”.
   Nel libro, uscito nel 1985 e intitolato  ”Suchen was droben
ist” (”Cercare cio’ che sta in alto”), il cardinale, gia’
prefetto della Dottrina della Fede, si soffermava anche sulla
grande importanza dei Mondiali di calcio. “Con la sua
periodicit… di quattro anni, il Campionato Mondiale di Calcio
dimostra di essere un avvenimento che attira centinaia di
milioni di persone”, riconosceva il futuro papa nel suo libro,
di cui stralci sono stati messi in rete da siti cattolici.
  ”Non  c’Š quasi alcun altro avvenimento sulla terra che abbia
una ripercussione di simili proporzioni - aggiungeva -. Il che
dimostra che con questo si sta toccando qualcosa di radicalmente
umano, e bisogna chiedersi dove si trova la base di questo
potere”.
   ”Il gioco - spiegava - trascende la vita quotidiana” ed e’
dunque una ”sorta di tentativo di tornare in paradiso”.
Fondamentale il suo insegnamento etico: “come gioco di squadra,
il calcio obbliga a un ordinamento di ci• che Š proprio,
all’interno dell’insieme; unisce attraverso l’obiettivo comune:
il successo e l’insuccesso di ciascuno sono basati sul successo
e sull’insuccesso dell’insieme”.  Inoltre  “il calcio insegna
uno scontro pulito in cui la regola comune alla quale il gioco
si sottomette continua ad essere ci• che unisce e vincola anche
nella posizione di avversari”. Nel calcio, osservava ancora il
teologo Ratzinger “la libert… vive della regola, della
disciplina che impara l’agire congiunto e lo scontro corretto;
l’essere indipendente dal successo esteriore e dall’arbitrariet…
in questo modo arriva ad essere realmente libero”.

PSICOLOGO ROYAL SOCIETY, NO COMPUTER A BIMBI SOTTO NOVE ANNI DANNEGGIA LO SVILUPPO CEREBRALE

(ANSA) - LONDRA, 14 GIU - Usare un computer troppo presto minaccia lo sviluppo cerebrale dei bambini: lo afferma Aric Sigman, noto psicologo britannico, affermando che tutte le tecnologie per l’insegnamento che usano uno schermo dovrebbero essere vietate nelle scuole ai bambini con meno di nove anni, e che questi dovrebbero ”prima imparare a conoscere il mondo reale”. Sigman, membro della Royal Society of Medicine, dice che le linee guida del governo, che prevedono contatti con l’informatica gia’ a due anni, sono ”un’avventura fatta a spese del cervello dei bambini”. ”Il giovane cervello dev’essere introdotto alle esperienze del mondo reale in 3d, che rappresentano richieste cognitive in abbondanza - dice - I bambini devono tenere qualcosa in mano, sentire, strofinare, assaggiare e muovere cose reali per educare la loro infrastruttura neurologica e cognitiva, cosi’ da avere una comprensione basica del mondo reale. La tecnologia e’ un potente strumento, ma dev’essere introdotta e usata piu’ in la’ negli anni, idealmente dopo i nove anni”. Per lo psicologo, lo sviluppo intellettuale ”soffre se passano troppo tempo al pc quando sono troppo piccoli, e possono non sviluppare consapevolezza dello spazio attorno, che si ha usando le mani”. (ANSA).

INTERNET: STUDENTI NAPOLI, AIUTO! SIAMO WEB-INTOSSICATI

ANSA
AL LAVORO PROFESSORI E PSICOLOGI
   (di Adele Lapertosa)
   (ANSA) - ROMA, 3 GIU - In media trascorrono su internet dalle
15 alle 23 ore ogni settimana, e spesso fanno fatica a
staccarsene, tanto da avere problemi a conciliare il computer
con gli impegni scolastici. Per questo alcuni studenti di un
liceo napoletano, il G. Mercalli, hanno chiesto aiuto ai loro
professori, che a loro volta hanno coinvolto l’unita’ operativa
di salute mentale dell’asl 1 di Napoli, dando cosi’ vita al
progetto ‘Il battello ebbro’, un protocollo di ricerca e
intervento sulla prevenzione dei rischi della dipendenza da
internet.
   ”L’iniziativa e’ nata su richiesta dei ragazzi - spiega
Bruno Sanseverino, psichiatra e uno dei responsabili del
progetto - che all’inizio dell’anno hanno riscontrato una caduta
delle loro prestazioni scolastiche perche’ non riuscivano a
gestire correttamente il tempo trascorso su internet. Molti
infatti non riuscivano a interrompere il collegamento, perdendo
la percezione del tempo”.
   Cosi’, da gennaio a giugno, psichiatri e psicologi hanno
lavorato su piu’ fronti, raccogliendo prima le segnalazioni
degli studenti di due classi, e sottoponendo loro un test per
verificare il grado di dipendenza. Dopo di che sono stati
sottoposti a studenti e insegnanti protocolli esperienziali per
fargli sviluppare regole per una corretta navigazione. ”E i
ragazzi stessi - aggiunge Claudio Petrella, direttore dell’u.o.
di salute mentale dell’Asl - hanno realizzato anche dei video in
cui spiegano quali sono i rischi della dipendenza da internet.
Alcuni di loro verranno inoltre coinvolti nel progetto per
parlare ai loro coetanei, nelle classi delle scuole che
prenderanno parte al progetto l’anno prossimo”.
   La partecipazione degli studenti e’ stata molto alta. ”E
senz’altro e’ aumentata la loro consapevolezza del problema -
prosegue Sanseverino - Del resto la dipendenza da internet e’ un
fenomeno in crescita. Nel nostro Paese gli adolescenti con una
patologia di questo tipo in forma grave sono il 3,5%, e circa il
93% usa internet.
   In Giappone il fenomeno e’ ancora piu’ grave, visto che 1
milione circa di ragazzi soffre di hikikomori, una forma di
totale isolamento dalla vita sociale, in cui non si va a scuola
o al lavoro, proprio per internet”. I fenomeni che devono
mettere in allarme su una possibile dipendenza sono: l’uso del
web per gestire i propri stati emotivi negativi, la svalutazione
della propria vita reale, il nascondere quanto tempo si
trascorre in rete, la tendenza ad alterare la propria identita’
virtuale comportandosi diversamente, la perdita della percezione
del tempo, sintomi di astinenza, difficolta’ a gestire studio e
lavoro.(ANSA).

aperitivi

Unisci - Salva - Stampa - Chiudi 02/06/2010 19:10:00 (ANSA_A) ZCZC0432/SXB XAI19102 R EST ST1 S91 S0B QBXB FRANCIA: APERITIVO GIGANTE SBARCA ANCHE IN SENATO (ANSA) - PARIGI, 2 GIU - L’aperitivo gigante e’ arrivato anche al Senato francese: alcuni giovani deputati dell’Ump, il partito di maggioranza del presidente Nicolas Sarkozy, hanno lanciato l’invito su Facebook e ieri sera almeno 300 persone sono giunte alla sede del Senato dove si sono messe ordinatamente in fila in attesa di entrare. Gli aperitivi giganti sono l’ultima moda degli utenti francesi di Facebook, che ne hanno gia’ organizzati numerosi in diverse citta’ del Paese. Il principio e’ molto semplice: luogo e ora vengono comunicati via Internet e chi vuole partecipare deve solo recarsi dove indicato con un qualcosa da bere ed eventualmente da mangiare. Niente di male, ma secondo le autorita’ francesi questo fenomeno - se incontrollato - rappresenta sempre piu’ un rischio per l’ordine pubblico. Lo scorso 13 maggio, un ragazzo di 21 anni e’ morto nelle strade di Nantes proprio in occasione di un aperitivo gigante. Intanto un altro gruppo di parlamentari, sempre Ump, ha annunciato una proposta di legge contro gli organizzatori di questi eventi. Ma per i loro compagni di partito che hanno organizzato l’aperitivo al Senato questo nuovo fenomeno va sfruttato positivamente: ”Bisogna aprire i luoghi della democrazia ai giovani, avvicinarli all’azione politica. Quale migliore mezzo di Internet per entrare in contato con loro? - hanno spiegato al quotidiano Le Parisien gli organizzatori del primo aperitivo al Senato - Bisogna servirsi di Facebook, un mezzo formidabile, per ricreare il legame con loro e aprire questo grande luogo della democrazia che e’ il Senato”. (ANSA). Y5K-Z04 02-GIU-10 19:10 NNNN

Trauma 11 settembre

 MEDICINA: USA, CON STRESS DA 11 SETTEMBRE PIU' RISCHI ABORTO PER FETI MASC
HI =

Roma, 25 mag. (Adnkronos Salute) - Non solo terrore, distruzione
e vittime causate dal disastro. Lo stress scatenato dagli attacchi al
World Trade Center l'11 settembre 2001 avrebbe provocato negli Usa un
aumento di aborti, ma solo per i feti di sesso maschile. Lo rivela uno
studio americano, pubblicato sul 'BioMed Central Journal'. Secondo la
ricerca, almeno il 12% in più di maschietti ancora nel pancione ha
perso la vita nel settembre 2001 dopo la 20esima settimana di
gravidanza, rispetto a un "normale" mese di settembre.

Analizzando i parti, emerge un minor numero di 'fiocchi azzurri'
venuti alla luce in tutti gli Stati nei 3-4 mesi successivi
all'attentato terroristico. Insomma, l'analisi condotta da parte della
University of California a Irvine sostiene la teoria del 'lutto di
comunità'. Un acuto disagio mentale connesso a un grande e drammatico
evento nazionale, come l'11 settembre, che influenza la vita delle
persone non collegate direttamente alle vittime o a quanti sono stati
coinvolti in questi eventi.

Le donne incinte sono ritenute particolarmente vulnerabili a
questa esperienza, così come i nascituri di sesso maschile. Per il
loro studio i ricercatori hanno raccolto dati relativi a nascite e
aborti gli anni 1996-2002 in tutti gli states. Quando li hanno
analizzati, gli scienziati hanno trovato che il numero medio di
decessi dei feti maschi ogni mese (nel periodo esaminato) negli Usa è
pari a 995, contro 871 per le femmine. Nel settembre del 2001,
tuttavia, la ricerca ha mostrato un'ulteriore perdita di 120 unità per
i piccoli di sesso maschile. Un dato che equivale a un aumento del
12%. (segue)
(Mal/Adnkronos Salute)
25-MAG-10 10:53

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Morte online

(ANSA) - MILANO, 23 MAG - Un post in bacheca al posto di un
fiore sulla lapide: il caro estinto e’ sempre online, con social
networks come Facebook che si sono attrezzati con pagine
commemorative per i loro iscritti passati a miglior vita e altri
che, invece, hanno una community di soli morti.
    Chi si iscrive a Facebook probabilmente non pensa a cosa
accadra’ al suo profilo in caso di morte, ma gli alfieri della
comunicazione online hanno considerato anche questa triste
ipotesi, inventandosi l’account commemorativo, un luogo virtuale
da visitare per ricordare i trapassati, lasciando commenti in
bacheca come si fa con i fiori al cimitero. Per attivarlo
bisogna compilare un apposito ‘form’, il modulo di decesso:
”rendendo un account commemorativo - si legge nelle istruzioni
- verranno rimosse alcune informazioni riservate e la privacy
verra’ impostata in modo che solo gli amici confermati possano
accedere al profilo o trovarlo nelle ricerche”. Chi compila il
form per segnalare il decesso di una persona, inserendo alcune
informazioni tra cui gli estremi del certificato di morte, puo’
decidere se commemorare o rimuovere l’account. Sul profilo
rimane la bacheca, cosi’ che amici e familiari possano lasciare
post in memoria.
    MySpace, l’altro grande social network mondiale, ha la sua
meta’ oscura in MyDeathSpace, una sezione apposita dove vengono
celebrati i morti celebri piu’ recenti.
    E’ stato soprannominato il ‘facebook dei morti’, invece, il
social network australiano FromBeyond2u.com (‘Dall’aldila’ a
te’). Il sito permette a chi si prepara all’addio di caricare
video, foto e messaggi come in una capsula del tempo virtuale,
da mettere in rete dopo il decesso. Ugualmente macabro, ma piu’
pragmatico, il ‘deathbook’ inglese ‘lastmessagesclub.co.uk’,
dove inserire una sorta di testamento digitale, utile ai
familiari per destreggiarsi tra codici bancari e password varie.
Gli americani vanno oltre: su Eons.com si puo’ addirittura
organizzare il proprio funerale in anticipo. Per evitare che il
fatidico momento arrivi troppo presto, e’ consigliabile
affidarsi al ‘Longevity Calculator’, un test che predice a che
eta’ si morira’ basandosi su parametri come stile di vita e
alimentazione.
    Anche in Italia non mancano i cimiteri virtuali. Il sito
Defuntioggi.it pubblica centinaia di necrologi al giorno, divisi
per regione e per provincia. Funeras, invece, e’ il primo social
network interamente dedicato agli eventi luttuosi: la pagina di
profilo del trapassato si apre con il necrologio messo online
dall’impresa funebre. La gestione della tomba virtuale viene poi
affidata ai familiari, che possono inserire altre informazioni,
condividere immagini, creare un album di ricordi o semplicemente
divulgare la triste notizia, come in un annuncio funebre di
quelli che si vedono ancora appesi nei paesi.
    Ironia macabra assicurata, invece, con il Fantamorto, sorta
di fantacalcio dove vince chi indovina quali personaggi noti
moriranno l’anno successivo, e con il Morto del Mese, dove si
vota la celebrita’ preferita anche nell’aldila’. Non per
prendere in giro i morti - assicurano i novelli guardiani
dell’Ade - ma per farsi beffe della morte. (ANSA).

INTERNET: USA; ‘PARLA’ 1 MESE SOLO SUL WEB, PER BENEFICENZA

R EST ST3 S91 S0B QBXB INTERNET: USA; ‘PARLA’ 1 MESE SOLO SUL WEB, PER BENEFICENZA TUTTO MAGGIO IN SILENZIO PER RACCOGLIERE FONDI CONTRO CANCRO (ANSA) - WASHINGTON, 20 MAG - Un fioretto, ma ai tempi di Internet. Clark Harris ha deciso di rimanere in silenzio per tutto il mese di maggio, comunicando solo attraverso i social media, come Facebook, Twitter, Youtube, Flickr, Linkedin e Google Chat. A febbraio ha perso la madre stroncata da un tumore. E ora ha deciso di vivere quest’esperienza allo scopo di raccogliere fondi a favore della Leukemia e Lymphoma Society, un grande centro medico che si occupa di ricerca contro il cancro. Clark per un mese non potra’ parlare, telefonare, scrivere lettere o scambiarsi sms con nessuno, nemmeno con la moglie. Per questo periodo sara’ solo @SilentClark e chiedera’ a chiunque si voglia mettere in contatto con lui una donazione di 5 dollari. Sul sito socialmediaexperiment.com e’ possibile seguire la sua vicenda e l’andamento delle donazioni. L’obiettivo e’ di raccogliere 100mila dollari, pari a 20mila versamenti. (ANSA).